I legni in acquario: quali usare, quali no e come trattarli


Legni in acquario
Legni in acquario

I legni in acquario hanno molte funzioni che vanno ben al di là di quelle puramente estetiche. Oltre alla passione per l’acquariofilia potrai avere quella di fare passeggiate immerso nella natura, zone dove la presenza dell’uomo ha influito in minima parte nell’ecosistema, e di notare un bel pezzo di legno o radice e pensare di inserirlo in acquario, ma magari per paura di sbagliare lo hai lasciato lì.
Sì, i legni trovati in natura possono essere inseriti dopo un trattamento, per non incorrere in pericoli per la vasca, anche se, non tutti i legni sono adatti. 

Ho accennato a zone dove la presenza dell’uomo sia minima, valuta se ci siano fabbriche o possibili fonti inquinanti lì vicino. Inoltre, in alcune zone come in aree protette, è vietato per legge tagliare alberi o raccogliere rami in terra, quindi informati prima per non incorrere a sanzioni.

Legni in acquario, non quelli di mare

Non inserire legni trovati al mare. Il mare, specialmente d’inverno è un gran deposito di legni, ma ahimè, non utilizzabili in acquario per via della grande quantità di sodio che sicuramente hanno assorbito.

Un altro aspetto che non devi sottovalutare è che, per fare una scelta corretta, il legno trovato dovrà essere secco. Di seguito stilerò una lista dei legni che puoi e che non puoi utilizzare.

Legni che si possono utilizzare in acquario

Tutti i legni di alberi da frutto puoi utilizzarli tranquillamente in acquario, purché non siano trattati con pesticidi e/o prodotti chimici. L’unica eccezione va fatta per il fico e dovresti prestare particolare attenzione al pesco, in quanto durante la sua vita, viene esposto a trattamenti massivi con pesticidi. Si possono inserire tutte le piante rampicanti compresa l’edera e la bouganville, sempre se non trattate e se cresciute lontane da luoghi inquinati come strade o zone industriali. Ecco di seguito una breve lista dei principali legni utilizzati in acquario:

  • Quercia
  • Faggio
  • Erica
  • Castagno
  • Edera
  • Cipresso
  • Pesco

Legni che non si possono utilizzare in acquario

I legni che non dovresti inserire in acquario sono in linea di massima tutte le aromatiche e le resinose:

  • Pino
  • Abete
  • Eucalipto
  • Rododendro
  • Pitosforo
  • Camelia
  • Pioppo
  • Noce
  • Cedro
  • Acero
  • Ulivo
  • Sandalo
  • Melo

Oltre ai legni degli alberi sopra elencati, dovresti evitare anche le piante da fiore ornamentali.

Il trattamento per il legno

Quando avrai trovato un legno adatto tra quelli della lista, non dovrai metterlo subito in vasca ma, “trattarlo” per rendere il suo utilizzo più che sicuro.
Potrebbe contenere germi, spore e funghi pericolosi per l’ecosistema acquario.

  • Ai legni andrà tolta tutta la corteccia, cerca di aiutarti con un coltellino o con la carta vetrata.
  • Fatto ciò, sciacqualo abbondantemente sotto acqua corrente per togliere tutti i residui di sporco.
  • Poi, dovrai tenerlo a bagno per almeno 10 giorni in una bacinella, cambiando l’acqua ogni 3 giorni.
  • Alla fine dei dieci giorni lo dovrai far bollire per almeno un paio d’ore, poi sarà definitivamente pronto per essere inserito in acquario.

Nei primi giorni potrai notare l’acqua che diventa scura, non preoccuparti, il legno sta rilasciando tannini. I tannini sono dei composti chimici presenti nel legno, sono benefici per i pesci e l’effetto scuro dell’acqua andrà via dopo un paio di cambi. Fai attenzione perché i tannini tendono ad abbassare il ph.

I legni in acquario rendono l’ambiente più bello, più sano e crea tanti rifugi per i tuoi pesci. Il legno dentro un acquario è sempre un piacere per la vista, specialmente se trovato e trattato da te.


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