Test in acquario: ecco quali fare e quali sono i più precisi

Sappiamo tutti quali sono i differenti tipi di test in acquario, in questo articolo voglio concentrarmi sulla loro presunta affidabilità o meno.


TEST DELL'ACQUARIO

Parte con questo approfondito articolo sui test in acquario, la Rubrica di Cristian “Grongo” Di Tacchio, un nostro carissimo utente del gruppo Facebook Acquario Come Fare che ha incarnato alla perfezione il nostro credo: Condividi con chi condivide le tue passioni.

Di Cristian Di Tacchio

Sappiamo tutti quali sono i differenti tipi di test in acquario, in questo articolo non voglio descriverli ma concentrarmi sulla loro presunta affidabilità o meno.
Senza entrare in discorsi soggettivi quali la comodità o altro si può fare un discorso più oggettivo.

Test in acquario a strisce

test a strisce

Le strisce sono dei test in realtà affidabili, ma a determinate condizioni. Parliamo di materiali sensibili alla luce e all’umidità, quindi degradabili e temporanei. Perciò non stupisce la falsità di valori che possono indicare. Per le strisce è importante l’uso.
Prima di tutto bisogna ridurre l’interazione tra i diversi componenti. Ciò avviene ad esempio bagnando singolarmente i reagenti oppure inserirli assieme in vasca ma in senso orizzontale. È altresì importante seguire le tempistiche di generazione dei valori, poiché essendo appunto degradabili, con la luce e l’umidità dell’aria, i valori cambiano.
Questo non rende inaffidabili le strisce, e ciò è dovuto anche al fatto di come vengono vendute in acquariofilia, è cioè con un insieme di valori nella stessa striscetta. La cosa migliore in effetti sarebbe averne solo una per valore, un po’ come le buon vecchie cartine tornasole, che sono molto più affidabili, anche se presentano le stesse problematiche di degradazione.

Ora passiamo ai test a reagenti

test in acquario

I test a reagenti non sono altro che prodotti chimici che a contatto con l’acqua (ne esistono anche per altri liquidi come alcol o oli e persino per solidi e gas che però a noi non competono), si legano ad un principale elemento o composto chimico, rivelandone la quantità modificando il colore dell’acqua.
In verità anche i test a reagenti non sono né più né meno affidabili rispetto ai test a strisce.
Sono un tipo di test in acquario più facili da attuare forse ma presentano molte problematiche che per forza di cose sfalsano, anche se minimamente i valori che misuriamo.
Ad esempio bisogna preferire le provette rotonde, e le più lisce possibili per ridurre il fenomeno di capillarità dell’acqua. Tale fenomeno, infatti modifica in modo anche vistoso il livello dell’acqua da testare. Inoltre la maggior parte delle provette non ha i valori dei livelli da misurare completamente precisi. Infatti, è consigliabile usare una siringa.

Precisione dei test in acquario: i colori

Una considerazione va fatta anche sui colori. È vero che esistono test con una diversità cromatiche più accentuate, ma il problema è che i colori vengono interpretati e di solito non corrispondono alla verità. Soprattutto quando ci troviamo alla spiacevole sorpresa di una scala cromatica poco precisa che tiene conto, ad esempio, di variazioni del ph dello 0,5. Tra l’altro è assodato come luce e umidità, e anche calore, possano far sì che il nostro cervello percepisca un colore diverso da quello che realmente è. In poche parole posso fare una foto di una provetta con liquido colorato, e farla vedere a 100 persone in attesa di responso. Esso non sarà mai identico per tutte e 100 le persone, anche se il colore è il medesimo. Non a caso negli ambienti dove si usano questi test, ad esempio in ambienti chimici di precisione, il test non viene valutato da noi, che siamo il principale errore di misura, ma da uno spettrofotometro, che ci dice quale lunghezza d’onda ha il nostro colore, e quindi sappiamo con precisione quale sia.
Inoltre alcuni test sono vincolati anche dalla nostra aria. Un esempio è il test del ph che favorisce l’evaporaziobe di co2 e quindi questo test è quasi sempre sfasato. Bisogna anche ricordarsi che questi test sono sensibili non solo alla luce e all’umidità ma anche all’aria che può annidarsi nel flaconcino. Buona norma è di agitare il flacone e di far calare delle gocce di prova da un’altra parte, per far uscire l’aria. Infatti, anch’essa è composta di elementi che possono essere rilevati dal reagente, e far sballare così la misurazione.

Test a viraggio

In ultimo ricordo che i test a reagenti, come quelli a strisce, sono i successivi a viraggio, sono degradabili nel tempo, quindi la loro misurazione può variare anche in base a questo.
Il test più affidabile che abbiamo a disposizione è proprio quello a viraggio. Esso è venduto nei test a reagenti, ma non lo è veramente. Sfortunatamente in ambito acquariofilo questo test lo abbiamo solo per i valori delle durezze (non disponibile per tutte le marche), mentre in altri ambiti è usatissimo, ad esempio in dermatologia, nelle sue innumerevoli varianti. Questo tipo di test consiste nel viraggio di un colore visivamente diverso per la misurazione di un determinato valore. Questo vuol dire che è esente dal difetto della foto sensibilità di un normale test a reagente, il che lo rende molto più affidabile. Cioè se il mio liquido testato deve diventare blu, la misura va fatta fino alla sua comparsa. Poco importa se poi è un blu mare o un blu notte, basta che sia blu. Certo, anche in questo caso usiamo una siringa e evitiamo provette quadrate ed evitiamo di testare le bolle d’aria. Inoltre è sempre meglio renderlo ancora più preciso aumentando il livello dell’acqua da testare, con relativo aumento di gocce del reagente, che però misurano, questa volta, un valore pari alla metà, nel caso di raddoppio della misura, o anche si 4 volte nel caso di quadruplicazione della misura.

I tester elettronici

Per altri valori si possono utilizzare dei tester elettronici, che sono abbastanza affidabili. I migliori hanno un range di errore anche piuttosto basso. Difettano spesso dell’errata taratura che si fa, ma in commercio esistono vari liquidi di taratura di ph diversi, quindi si può risolvere. Anche i tester elettronici bisogna saperli usare. Ad esempio buona norma sarebbe di tararli ogni volta che ci si presta a fare una misurazione, oppure se questa avviene spesso, si può tarare ogni 15 misurazioni circa. I costruttori spesso indicano tempistiche di “ogni 6 mesi o ogni mese”, ma è errato.

Tra l’altro ad esempio, un ph metro per acquariofilia spesso non consente la conservazione del rilevatore in soluzione acida a ph3, quindi sono soggetti a secchezza.

Test in acquario: conclusioni

Quindi traendo le dovute e oggettive conclusioni, ogni test ha i suoi pro e i suoi contro, che non lo rendono, in acquariofilia, completamente esente da errori.
Un consiglio che si può dare è utilizzare il più possibile delle formule, per evitare alcuni test, come quello della co2, oppure, soprattutto per i test a viraggio, meglio utilizzare una scala più precisa, dello 0,5 (che uso) o anche dello 0,25 (che ho usato ma abbandonato perché riduce la vita del test).
Inoltre è buona norma, qualsiasi test si usi, fare sempre almeno 2 misurazioni, e se necessario fare una media delle stime.
Ogni tipo di test è esente dalla completa affidabilità, quindi è nostro compito ridurre gli errori, che ogni elemento di misurazione ha a prescindere.


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