Le malattie batteriche dei pesci: ecco come scoprirle e curarle


malattie batteriche dei pesci

I batteri sono ovunque e trovano nell’ambiente acquatico le condizioni ideali per la loro sopravvivenza. Molti patogeni convivono con i propri ospiti (i pesci), tenuti a bada dalle difese immunitarie degli stessi; capita però a volte che per i motivi più disparati, questo tipo di batteri prenda il sopravvento, causando importanti patologie, spesso risultanti con la morte del soggetto. Ecco alcune delle più comuni malattie batteriche dei pesci che possiamo riscontrare nelle nostre vasche, con una descrizione dell’agente patogeno che le causa. 

Malattie batteriche dei pesci: Foruncolosi

Aeromonas salmonicida

foruncolosi
Aeromonas salmonicida

Tra tutte le malattie batteriche dei pesci, la foruncolosi è quella che si ritrova più comunemente, anche negli allevamenti di pesci. Si manifesta sia in acque dolci che marine e come tutte le infezioni si propaga più facilmente a temperature elevate, superiori ai 15-18°. La malattia si diffonde attraverso l’acqua o attraverso contatto diretto tra soggetto sano e soggetto malato e anche le uova infette o i portatori sani (pesci in cui è presente il patogeno ma non presentano sintomi di malattia) possono essere un veicolo di infezione.

Sintomi

La malattia si può sviluppare in forma fulminante dopo un periodo di incubazione di circa 3-4 giorni ed i pesci possono morire in gran numero senza mostrare sintomi particolari. Una forma sub-acuta si può presentare con infiammazioni intestinali (da cui derivano feci di consistenza anomala) ed arrossamenti a livello delle pinne.

Aeromonas salmonicida sub acuta
Aeromonas salmonicida sub-acuta

La forma acuta classica, che attribuisce il nome alla malattia, si manifesta con la comparsa di rigonfiamenti o foruncoli che si possono formare in qualsiasi parte del corpo e che contengono un pus rossastro costituito da tessuto morto.

Le pinne sono di solito infette ed il tessuto che si necrotizza (cioè muore) come conseguenza dell’infezione, di solito si stacca; a volte l’intera pinna può cadere.

Aeromonas liquefaciens

Questo batterio appartiene allo stesso gruppo del precedente che provoca la foruncolosi. I sintomi non sono molto diversi, ciò che cambia è la dimensione delle lesioni cutanee ed il fatto che tendono ad aprirsi in piaghe prima che si formino i foruncoli.

Malattie batteriche dei pesci: Vibriosi

vibriosi (vibrio anguillarum)
vibriosi (vibrio anguillarum)

Vibrio anguillarum

Questa malattia è considerata una setticemia emorragica ed è presente sia in ambienti marini sia di acqua dolce; anche in questo caso la diffusione avviene attraverso l’acqua ed è favorita da un aumento di temperatura della stessa.

Sintomi

I pesci cessano di alimentarsi e diventano apatici, appaiono aree emorragiche sulla pelle ed arrossamenti alla base delle pinne, intorno all’apertura anale ed alla bocca. Anche branchie ed intestino di solito presentano strie emorragiche. Sulla cute possono apparire piaghe rosse e profonde.

Malattia batterica del rene

Corynebacteium spp.

corynebacterium spp
corynebacterium spp

La malattia è presente sia in acque dolci sia marine. Spesso l’infezione non viene notata, in quanto risulta estremamente difficile accorgersi dei sintomi, che peraltro non sono specifici: i pesci possono presentarsi di una colorazione più scura o apparire rigonfi sui fianchi, a volte si può osservare esoftalmo (occhi sporgenti). La maggior parte delle volte, l’unico sintomo rilevabile è la morte del pesce e la causa si può determinare solo attraverso un’autopsia. Come dice il nome, questa malattia colpisce dall’interno i reni ed il fegato, causando una distruzione di questi organi e rendendoli incapaci di svolgere le funzioni alle quali sono stati destinati.

Malattia batterica delle branchie, malattia colonnare

Myxobacterium spp., Flavobacterium columnare

malattia colonnare
malattia colonnare

Nelle fasi iniziali di questa malattia, il pesce appare inappetente e più lento negli spostamenti. Un esame delle branchie e dei filamenti branchiali metterà in evidenza che questi sono rigonfi ed hanno una colorazione rossa più intensa del normale. In uno stadio più avanzato i filamenti branchiali aderiscono l’uno all’altro e diventano pallidi. Il sintomo più caratteristico della malattia nelle fasi finali è una secrezione spessa che intasa le branchie e può fuoriuscire dall’opercolo branchiale.

Poiché le malattie batteriche dei pesci coinvolgono tutto l’organismo dall’interno, i trattamenti con gli antisettici esterni più comuni (blu di metilene, verde malachite, ecc) risultano scarsamente o per nulla efficaci. La cura migliore, oltre che ovviamente mantenere alta la qualità dell’acqua della vasca, solitamente prevede l’utilizzo di specifici antibiotici somministrati attraverso il cibo o meglio attraverso iniezioni. È pertanto indispensabile rivolgersi ad un medico veterinario di fiducia.

Trattamento

Tutte le malattie batteriche coinvolgono i tessuti profondi del pesce, quindi l’applicazione di un disinfettante superficiale come il blu di metilene o il verde malachite ha ben poche possibilità di successo. Gi antibiotici possono essere somministrati per via orale attraverso il cibo (forse il metodo meno pratico per i pesci d’acquario), attraverso l’assorbimento per mezzo delle branchie (mettendo il paziente in vaschette contenenti concentrazioni adeguate di farmaco) o per iniezione (anche questa un’opzione poco pratica a meno di avere un veterinario a portata di mano). Questo genere di farmaco viene solitamente venduto dietro presentazione di ricetta medica, ma ci sono alcune eccezioni che possono venire in aiuto dell’acquariofilo in difficoltà.

Un esempio è il TETRASPIRAL prodotto dalla ditta Candioli, un prodotto a base di ossitetraciclina, un antibiotico ad ampio spettro, che si trova sotto forma di pratiche bustine da 45 gr con un misurino per il dosaggio. La dose è un misurino (circa 5 gr corrispondenti a 400 mg di ossitetraciclina) da sciogliere in un litro d’acqua. A questo punto si immerge il pesce per un’ora e poi lo si può rimettere in vasca. Attenzione, durante l’ora di trattamento bisogna tenere la vaschetta rigorosamente al buio, in quanto il farmaco contenuto è fotosensibile e si degraderebbe con la luce, vanificando gli effetti della terapia.
Il bagno medicato si può ripetere dopo tre giorni e si continua con questo protocollo fino alla remissione completa dei sintomi.


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