Ecco come puoi curare l’ictio e salvare i tuoi pesci


ictio, come curarlo
ictio, come curarlo

In questa scheda parleremo di  ictio. Una malattia dei pesci con cui almeno una volta nella nostra vita di acquariofili abbiamo avuto a che fare. L’ictio è più comunemente chiamato malattia dei puntini bianchi. 

Come scoprire l’ictio

I pesci quando contraggono l’ictio, presentano tutto il corpo pieno di puntini bianchi. Ma già nei giorni prima la loro comparsa, possiamo diagnosticarla perché i nostri pinnuti si comporteranno in maniera strana:

  • Tenderanno a nascondersi.
  • Si sfregheranno in zone dell’acquario e negli arredi.
  • Avranno mancanza di appetito.

Come si contrae l’ictio

Quando si comporteranno nei modi sopra descritti, saranno certamente campanelli d’allarme. Principalmente questa malattia è dovuta a sbalzi termici all’interno dell’acquario che indeboliscono il sistema immunitario dei pesci facendo proliferare questo parassita già presente magari su di loro in fase dormiente. Oppure presente su qualche pesce acquistato noi da poco. Conta che anche lo stress o un lungo viaggio dal negozio a casa nostra, aiutano e non poco a farli ammalare.

Cura dell’ictio

Questa malattia si risolve principalmente se la fauna lo permette e se viene scoperta in tempo. Vengono usate diverse tecniche, a seconda dello stato di avanzamento dell’ictio.

  • Con una tecnica chiamata Termoterapia
    La termoterapia consiste nel portare la temperatura dell’acqua attorno ai 30 gradi in modo tale da accelerare il metabolismo del parassita, farlo crescere e morire senza che questo si sia riprodotto in vasca. Questa tecnica è da utilizzare con pesci tropicali che vivono in acque mediamente a 26°C.
  • Se questo metodo non funzionasse esistono anche cure medicinali come il blu di metilene, ma devi stare molto attento ad usarlo per troppo tempo, perché non è altro che un battericida e sappiamo che un acquario per poter funzionare benissimo ha anche bisogno di batteri, inoltre è anche tossico per gli invertebrati. Va somministrato nella misura di 3ml ogni 10 litri di acqua in media.
  • Un altro metodo è quello di usare il sale marino “non iodato” nella quantità di 5 grammi ogni litro d’acqua con cambi di acqua ogni 18/24 ore del 50%.

Effettuata la cura ed avuti gli effetti sperati dovremmo continuare ad osservare attentamente la vasca per almeno una settimana prima di cantare vittoria definitivamente perché la malattia potrebbe benissimo ripresentarsi.


Like it? Share with your friends!

0 Comments

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *