Bivalvi in acquario, ecco perché non devi assolutamente tenerli

Ecco perché non devi assolutamente inserire Bivalvi in acquario. I Bivalvi sono animali appartenenti alla grande famiglia dei Molluschi.


bivalvi in acquario

In questo consueto appuntamento con la nostra Narcissa Evans, affronteremo nuovamente (qui il nostro precedente articolo sui Bivalvi di acqua dolce) il tema dei Bivalvi in acquario. Narcissa, autrice del libro Lumache e Bivalvi d’acqua dolce e salmastra ci spiegherà perché non devi assolutamente inserire Bivalvi in acquario. I Bivalvi sono animali appartenenti alla grande famiglia dei Molluschi, alla quale appartengono anche le lumache acquatiche.

L’evoluzione ha fatto sì che questi animali sviluppassero strategie di sopravvivenza differenti da esse, perciò, hanno anche esigenze diverse. Una delle differenze più evidenti è la conformazione della conchiglia che, seppur svolge lo stesso compito di quella delle lumache, è divisa in due e da essa deriva la denominazione Bivalvi: due valve.

La particolare conformazione di queste conchiglia non è casuale. Questi animali si sono evoluti per affrontare una vita stantia, e non per andare alla ricerca del cibo, come fanno le loro cugine lumache, ma per attendere che il cibo finisca occasionalmente nel sifone inalante e venga trattenuto dalla “peluria” su di esso, e perché ciò succeda bisogna che il loro habitat sia provvisto delle seguenti peculiarità:

  1. È necessaria una corrente medio forte o un ricambio d’acqua costante.
  2. I detriti devono essere sempre presenti e abbondare.

Inoltre sono tutti animali d’acqua fredda, che in acqua calda muoiono molto velocemente, specialmente se non vi è l’alternanza delle stagioni e quella giorno/notte. Le basse temperature (dai 19° in giù) sono indispensabili per la sopravvivenza di questi animali.

Bivalvi, animali eccezionali, ma da non tenere in acquario

L’allevamento di questi animali in acquari domestici è assai più complicato di quello che sembrerebbe, anzi: è impossibile, e adesso vi spiegherò perché.

Anche se riusciste ad allestire una vasca di biotopo europeo (acqua fredda), con fondale sabbioso in cui i bivalvi riescano a interrarsi senza ferite al piede molle, forniste la corrente o cambiaste l’acqua tutti i giorni, non riuscireste mai a fornire tutto il cibo e le condizioni necessarie alla sopravvivenza di questi animali.

Inoltre la loro riproduzione prevede uno stadio larvale in cui i piccoli bivalvi, ancora sotto forma di vermiciattoli, si attaccano alle branchie dei pesci per passare uno stadio parassitario che dura anche diversi mesi. Dopodiché le larve si staccano lasciando ferite aperte nelle carni degli iniari ospitanti, che spesso si infettano, portando gli animali alla morte.

La morte dei Bivalvi: una bomba ad orologeria per il vostro acquario

Un altro fattore negativo riguarda il momento della loro morte. I Bivalvi si nutrono di detriti organici che inalano tramite il sifone inalante, accumulano al loro interno, ed esalano gli scarti dal sifone esalante. Al momento della loro morte le due valve si serrano ermeticamente rigettando all’esterno tutti i detriti che l’animale aveva accumulato al proprio interno, e rimangono chiuse finché il corpo molle dell’animale non si decompone completamente, così che la cerniera che tiene chiusa le valve, si deteriori, lasciando che la conchiglia si apra. In questo preciso istante in vasca sarà riversata tutta la schifezza in decomposizione che si era accumulata al suo interno!

Conclusione

Ricapitolando ecco i motivi per cui non dovresti tenere i Bivalvi in acquario:

  1. Necessitano di correnti e scambi d’acqua continui.
  2. Necessitano dell’alternansi del giorno/notte e delle stagioni per la sopravvivenza, poichè non tollerano assolutamente le alte temperature e devono andare in letargo.
  3. In vasche casalinghe è impossibile fornire a questi animali tutto il cibo che necessitano per sopravvivere.
  4. La loro riproduzione comporta il rilascio in acqua di larve che si ancorano alle branchie dei pesci per passare uno stadio parassitario di lunga durata, procurando ad essi ferite infettabili.
  5. La loro morte è sinonimo di grave inquinamento per l’acquario, poiché nel momento in cui spirano rilasciano in acqua tutti i detriti che avevano accumulato al loro interno, si serrano ermeticamente per decomporsi, per poi aprire le valve e rilasciare tutta la schifezza all’esterno.

Ne consiglio però l’utilizzo in laghetti di medio e grande litraggio.

Tutto il team di Acquario Come Fare ringrazia per questa splendida guida Narcissa Evans, autrice del libro Lumache e Bivalvi d’acqua dolce e salmastra.


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