Archaster typicus, la stella marina perfetta per acquari con gestione DSB

Archaster typicus è una stella marina della famiglia Archasteridae. È un animale molto conosciuto e soprattutto apprezzato per la sua robustezza e utilità.


Archaster typicus

Archaster typicus è una stella marina appartenente al phylum degli Echinodermi e alla famiglia Archasteridae, si tratta di un animale molto conosciuto e soprattutto apprezzato per la sua robustezza e utilità.

Di Michele Sartini

Habitat

Archaster typicus popola tutte le acque dell’indo-pacifico.

Descrizione

Archaster typicus possiede 5 braccia e può raggiungere un diametro di 15-16 centimetri massimali, la sua colorazione non è delle più appariscenti. Ha una tonalità che va infatti dal bianco-grigio con pezzature più o meno scure. Come tutte le stelle possiede una bocca centrale e per spostarsi è munita di pedicelli ambulacrali. La principale caratteristica di questo animale è sicuramente la sua natura: Archaster typicus vive nel fondale sabbioso dove ama insabbiarsi e procacciarsi il nutrimento.

Archaster typicus: alimentazione

Le stelle marine sono da sempre considerati tra gli animali più affascinanti dell’acquariologia marina. Purtroppo però, per esigenze legate all’alimentazione e ai valori chimici ideali dell’acqua, non riescono a vivere a lungo tempo in un acquario domestico. Archaster typicus è forse l’unica stella che fa da eccezione.

È infatti molto resistente e data la sua natura di insabbiatrice riesce ad alimentarsi autonomamente di letteralmente qualsiasi cosa trovi nella sabbia. In natura si nutre della microfauna che vive nella sabbia come piccoli vermi e molluschi. Non è raro vederle sbucare fuori ogni qualvolta che diamo da mangiare ai pesci. Saltuariamente possiamo offrire pezzi di molluschi mettendoglieli vicino alla bocca.

Archaster typicus: comportamento e riproduzione

Archaster typicus è una stella marina che potrebbe e a dirla tutta dovrebbe, essere inserita in acquari con gestione DSB. Questo perché risulterà molto utile smuovendo lo strato superficiale della sabbia “arieggiandola” e pulendola evitando che si compatti, non andando assolutamente a danneggiare gli strati più profondi.

Come abbiamo già detto nelle altre schede sugli invertebrati detritivori, l’acclimatazione deve essere molto lenta onde evitare stress all’animale dovuto a sbalzi di salinità. In un acquario è fattibile l’inserimento di un piccolo gruppo, è cosa fondamentale inserire queste stelle in acquari che abbiano sabbia, inserire un Archaster in un berlinese non avrebbe alcuna logica.

La riproduzione di questi animali è assai conosciuta ma purtroppo lo sviluppo delle larve planctoniche non è possibile in acquario, la riproduzione può essere sessuata con fecondazione esterna oppure asessuata attraverso la rigenerazione o la clonazione. Le stelle che perdono un braccio per esempio, riescono benissimo ad autorigenerarselo e dal braccio che si è staccato nascerà una nuova stella.

Riassumendo il tutto possiamo dire che la stella marina Archaster typicus è molto semplice da mantenere, è resistente e il suo prezzo è alla portata di tutti.


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