Allestimento Acquario dalla A alla O – Parte 1: vasca, pesci, filtraggio, luogo

Benvenuti in questo percorso interamente dedicato alla nostra passione dell'acquariofilia, e al tema "allestimento acquario" dalla A alla O. Come allestire un acquario dalla scelta della vasca, del mobile e di tutta la tecnica. Prima parte della maxi guida sull'allestimento dell'acquario.


Betta Splendens

Benvenuti in questo percorso interamente dedicato alla nostra passione dell’acquariofilia, e al tema “allestimento acquario” dalla A alla O. Stefano Bontempi ci prenderà per mano e ci accompagnerà in ogni fase di allestimento acquario dall’inizio alla fine. Non verrà tralasciato nessun particolare, ogni signola curiosità sarà trattata minuziosamente. Questa è la prima parte di una delle guide più complete e dettagliate del web.

Prefazione – “Acquario”

L’acquario è un ecosistema. L’unione armonica di più parti che competono al funzionamento di un acquario è un mix di tecnica, passione ed esperienze.
Un bellissimo aquascape sarà penalizzato da un brutto supporto o da una plafoniera di scarsa qualità. Allo stesso modo una bella vasca che senso avrebbe senza uno scape degno di essere chiamato tale?
Di guide e schede tecniche scritte on line ce ne sono a decine, alcune esaurienti altre meno. Alcune prettamente tecniche e altre che includono più o meno pareri personali ed esperienze.

Noi di ACF abbiamo voluto fare meglio: abbiamo realizzato un racconto passo passo durante la realizzazione e l’allestimento di ogni parte dell’acquario, dal mobile alla plafoniera, passando per gli accorgimenti estetici e pratici atti ad agevolare l’acquariofilo a 360°: dal setup alla contemplazione finale.

Gruppo di Trigonostigma heteromorpha

DISCLAIMER:

Questi articoli saranno corredati di alcuni link ai prodotti citati e ci saranno alcune esperienze personali con determinati prodotti piuttosto che altri. Tali considerazioni però non devono intendersi come consigli all’acquisto. Nel tempo i prodotti possono subire modifiche, richiami, miglioramenti o addirittura essere dismessi pertanto non ci riteniamo responsabili di eventuali acquisti errati o problematiche rinvenute utilizzando succitati prodotti. Resta bene inteso che non ci prodigheremo in pubblicità ad alcuna azienda del settore tantomeno siamo legati a questo piuttosto che quel marchio.

La scelta della vasca e della popolazione

La credenza che il pesce si adatta alla vasca è da sfatare così come è sbagliato scegliere una specie di conseguenza alle dimensioni della teca; il processo giusto è individuare il “disegno” finale e scinderlo per ricavarne le specifiche salienti.
La prima domanda da porsi è: chi o cosa voglio allevare e che esigenze hanno? Piante? Pesci? Entrambi? Io ho optato per un aquascape in stile Iwagumi e popolazione adatta a bassi litraggi.

Teoricamente la filosofia corretta sarebbe seguire un biotopo, ma accostando i valori corretti ad una conduzione attenta e, soprattutto, tenendo conto delle esigenze di tutti i futuri abitanti non è un male imperdonabile riprodurre scorci di natura in chiave sommersa.
Il passo successivo è individuare la teca adatta allo scopo. Nel mio caso ho individuato la sorella grande delle Dennerle Scaper’s Tanks, versione da 55L con misure di 45x36x31h, un po’ insolite ma sicuramente d’effetto in merito alla profondità di scena.
La capienza e la destinazione d’uso ci danno un sacco di indicazioni sulla popolazione che possiamo scegliere.

Le schede del sito vi aiuteranno sicuramente a capire cosa può essere inserito e chi invece assolutamente non è il caso di mettere con gli altri coinquilini. I parametri da controllare per ogni specie sono i soliti: valori dell’acqua richiesti, aggressività intraspecifica ed extraspecifica, livello di nuoto e ultimo ma non meno importante carico organico prodotto.

Nel mio caso ho optato per un gruppeto di 7 Trigonostigma heteromorpha (Rasbora Arlecchino) e 15 Neocaridina heteropoda var. “Red Cherry“, con l’opzione di un Betta Splendens maschio da valutare a seconda della reazione al carico organico.

Dennerle Scaper’s Tank

Allestimento acquario: la scelta del filtraggio

Per poter “calcolare” potere di filtraggio necessario ed il tipo dobbiamo tenere conto di alcuni particolari tra cui carico organico totale, e il rapporto tra la corrente che necessitano gli inquilini (nel mio caso bassa corrente) ed eventualmente aumentare il volume filtrante (per compensare la eventuale velocità di ricambio dell’acqua).

Se è vero che il ciclo dell’azoto è sempre quello, cambiano però le esigenze degli inquilini in termini di tolleranze ai valori, corrente in vasca come già detto e soprattutto ossigenazione. Nel caso di cario organico pesante valutare la possibilità di prendere un filtro leggermente sovradimensionato in termini di volume filtrante ospitabile nel cestello così da stare “sicuri”.

Personalmente utilizzerò un [amazon_textlink asin=’B009CA8X4Y’ text=’Hydor Prime 10′ template=’ProductLink’ store=’acf03-21′ marketplace=’IT’ link_id=’70abff0f-311e-11e8-a777-55182a1a1f42′], che mi accompagna da ormai 10 anni tra le varie vasche che ho avuto e che, per ora, ha dato mai un problema, in tutto sono stati sostituiti una guarnizione OR tra testa e cestello per usura e una girante che mi si è rotta durante una delle manutenzioni. Come immissione e aspirazione in vasca, per una questione estetica utilizzerò dei [amazon_textlink asin=’B015JL9Q5O’ text=’lily pipe in vetro’ template=’ProductLink’ store=’acf03-21′ marketplace=’IT’ link_id=”] con outflow largo che disperde la corrente.

Filtro esterno

La scelta del luogo di installazione

Fatte queste scelte, dobbiamo capire dove posizioneremo il nostro acquario. Dobbiamo prevedere anzitutto i pesi, accessibilità per le manutenzioni, possibilità di urti, eventuali fonti di luce o calore esterne o finestre, rumorosità delle apparecchiature nonché allacci elettrici e vicinanza ai luoghi ove potremo fare carico e scarico acqua. Saprete sicuramente individuare il posto migliore per godervi appieno la vasca e tenendo conto di questi consigli appena scritti, gestire l’acquario non sarà una condanna.

Per oggi abbiamo finito. Lo so sono tante le cose scritte, ma col tempo, con l’esperienza che altro non è se non la somma degli sbagli commessi e delle soluzioni adottate per risolverli, ed infine un pizzico di fortuna unita all’oculatezza delle scelte otterrete un Acquario con la A maiuscola. Farete cambiare idea anche alla moglie che nel frattempo vi urlerà contro ad ogni goccia d’acqua sul pavimento.

Salotto con acquario

Nella prossima parte vedremo la realizzazione del mobile adeguato alla vasca. Con tutti gli accorgimenti estetici e tecnici del caso e sceglieremo una plafoniera adatta alle nostre esigenze.

Stay Tuned!


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